L'amore, quando è vero, non è un semplice sentimento, ma una forza che riorganizza la realtà. Diventa la lente attraverso cui ogni cosa assume un significato nuovo, più vasto e allo stesso tempo più intimo. La poesia "Ardere" è il manifesto di questo amore trasformativo, un'esplorazione di come la presenza di una persona possa rendere "magnanimo" il desiderio e trasformare l'immensità dell'universo in qualcosa di tangibile e personale.
Il testo si sviluppa attraverso una serie di dichiarazioni che sovvertono la logica comune. "Sentir sconfinate l'acque / È come gocce": un paradosso potentissimo che ci dice come, in presenza della persona amata, anche l'infinito diventi accessibile, non più spaventoso ma intimo. La volontà stessa ("Volere") diventa un "primato", l'unica cosa che conta davvero. L'amore non è un'aggiunta alla vita; diventa la vita stessa, una luce così fondamentale che le tenebre non possono nemmeno essere nominate in sua presenza.
Il finale della poesia è una rivelazione che unisce l'amore all'atto creativo. La persona amata è la luce che ha illuminato "in un baleno l'eterno pensiero", un'epifania che il poeta ha il bisogno disperato di preservare. L'atto di "divorare con le parole" non è un gesto di possesso, ma l'unico modo per rendere eterna quella rivelazione, per trasformare un'emozione incandescente in "memoria" per sempre. La poesia diventa così la forma più alta di amore: un tentativo di rendere immortale la luce ricevuta.
Poesia:
Ardere
Con te
La voglia
È magnanime
Con te
Sentir sconfinate l'acque
È come gocce
Con te
Volere
È primato
Senza te non saprei
Non lo vorrei
Lasciare
Nemmeno rammentare alle tenebre
Così la luce che hai acceso sei tu
Che hai lumato in un baleno l'eterno pensiero
E poco a poco ti ho divorata con le parole, degli accenti
Per sempre averne memoria
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